Sì, sì... ridiamoci su. Ché è meglio. Questo video gira sul web già da qualche mese. Io lo vidi a dicembre ed ero stagista. Mi fece ridere un mondo. Anche agli altri a lavoro (per inciso... mi ritengo un fortunato: il mio stage è stato davvero formativo e gli altri in ufficio mi volevano bene. Venivo trattato da persona umana e questo... non accade sempre quando sei uno "steggista". Il rapporto con i "top managers"... è un'altra cosa. Ma questa è un'altra storia).
Ho avuto diversi momenti di difficoltà, da stagista. Ma il punto più basso lo toccai quando in una riunione di "vertice" (a cui ebbi la fortuna di partecipare) qualcuno disse (alla mia presenza): "ma se avete bisogno di UNA stagista... non c'è problema: ve la procuriamo". E lì tutti a ridere e a fare battute sulla figura delLA stagista. Io, attonito, tacevo e accennavo un sorriso che sembrava una paresi. Sì, ho capito: lo stage serve. A me è servito (lo ripeto).
Ma non sono sicuro che dappertutto sia così. A molti miei amici non è andata così bene. Quando mi è capitato di "fare le fotocopie" (poche volte, ma ci sono state) mi sono girate le palle. Tanto. A volte rimanevo solo in ufficio con lo staff delle pulizie (questo molto più spesso). Uno non studia una vita per fare le fotocopie a qualcuno. Come? Qualcuno le deve pur fare? Sì. Allora pagalo: paga una persona, che non s'è fatto il culo sui libri, per fare questo lavoro. La verità è che l'Italia è il Paese dei furbi e lo stagista conviene.
Non sono in grado di fare statistiche e non voglio fare discorsi assolutistici, ma penso che la stragrande maggioranza delle aziende approfitti dei giovani stagisti per avere lavoratori qualificati a basso costo. A volte per un anno con 250 o 300€ al mese. A volte anche gratis. E non parliamo di tutti i "praticanti" presso gli studi professionali (dovrebbero fare mezza giornata e invece stanno sempre sulle scartoffie o in giro a fare i postini). Dove sta la formazione che si dovrebbe fornire, come oggetto stesso del sinallagma del rapporto di lavoro? La teoria è: lavoro (soft) in cambio di formazione e qualche soldino. La realtà è: lavori, spesso umilianti e monotoni (nonostante li vogliano qualificati), in cambio di umiliazioni e sacrifici.
Ma questo è il mondo della modernità e finché le aziende vorranno applicare "il loro diritto" a sfruttare ogni leva contro la forza lavoro per "creare valore" (nelle business school - ma anche nelle università - fare soldi si dice "creare valore") non potremo farci niente. E allora, cari giovani, a 90°. Con una speranza: Adda passà a nuttate.



